Quello che non ti hanno mai detto…

Roma, 21 agosto 2019 – Il primo step per giungere all’applicazione del principio del silenzio-assenso per la donazione degli organi è superato. Ieri il ministero della Salute ha firmato il decreto che contiene le norme del regolamento sul Sistema Informativo Trapianti (Sit), previsto dalla legge 91 datata aprile ’99. “Abbiamo finalmente sbloccato dopo 20 anni un passaggio fondamentale per l’applicazione del silenzio-assenso – conferma il ministro Giulia Grillo –.

Quello che non vi hanno mai detto in realtà è che…

Fonte: http://www.antipredazione.org
“Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente” Indirizzo: Pass. Canonici Lateranensi, 22 – 24121 Bergamo (ITALIA) Tel. 035-219255, Fax 035-235660,  lega.nazionale@antipredazione.org

http://www.antipredazione.org

Non ti hanno detto che l’espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua da persona in coma, sottoposta a ventilazione mediante intubazione, e non da un morto in arresto cardio-circolatorio-respiratorio, come tutti intendiamo. La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc… Le donne gravide portano avanti la gravidanza. Non è vero che prima si interrompa la ventilazione e che poi, a cuore e respiro fermi da 20 minuti, si inizi il prelievo, ma è proprio l’opposto. Gli organi vengono tolti da persona che ha perso la coscienza, dichiarata d’autorità  in “morte cerebrale”, le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall’espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici.

Approfondisci con DONAZIONE ORGANI 10 MOTIVI PER NON FIRMARE IL MODULO ALL’ANAGRAFE QUANDO CHIEDI O RINNOVI LA CARTA D’IDENTITA’

La Carta-Vita

I non donatori devono munirsi di una dichiarazione autografa d’opposizione all’espianto di organi e tessuti in quanto non è stato emanato il Decreto attuativo per la manifestazione di volontà a norma della Legge n. 91 del 1 aprile 1999 art. 5 e pertanto siamo ancora in Disposizioni Transitorie (art. 23). L’art. 23 recita “…è consentito procedere al prelievo di organi e tessuti … salvo che il soggetto abbia esplicitamente negato il proprio assenso“, o se la famiglia presenta opposizione scritta entro le 6 ore del cosiddetto accertamento di “morte cerebrale” (opposizione negata se il soggetto ha firmato come donatore). Dunque il “silenzio-assenso” introdotto dagli artt. 4 e 5 della legge non ha trovato attuazione ma vige in sua vece una forma subdola di “donazione presunta” (limitata dalla opposizione scritta), tenuta colpevolmente nascosta ai cittadini. 
Non è vero quindi che “nel nostro Paese vige il principio del consenso o del dissenso esplicito” come enunciato da Nanni Costa (1) del Centro Nazionale Trapianti. Ecco perché la dichiarazione autografa d’opposizione è necessaria. La Carta-Vita/Dichiarazione Autografa diffusa dalla Lega Antipredazione documenta la tua volontà basata sui diritti personalissimi, diritti umani, diritti naturali e sui principi fondamentali della Costituzione, contravvenuti dalle attuali leggi che impongono il concetto e la dichiarazione di “morte cerebrale” a cuore pulsante e, salvo opposizione scritta, l’espianto di organi  e tessuti a cuore battente per trapianto. Va presentata sempre in caso di ricovero. La dichiarazione deve essere portata con sé e resa nota ai propri familiari e amici che sono coloro che ci difendono nell’emergenza.

SCARIA LA CARTA VITA E LE ISTRUZIONI PER COMPILARLA

FONTE: Donare gli organi?
Francesco Walter Pansini e Giulio Murero
tratto dal libro “Donare gli organi? Le cose da sapere in tempo

Tutta la polemica ruota principalmente attorno alla “questione coma” che noi preferiamo qui definire “profondo”, anche se la scienza lo definisce irreversibile mentre la legge: morte cerebrale”, ma è unicamente una convenzione del momento, soggetto ai normali cambiamenti del progresso scientifico, etico e forse solo dei punti vista.

Si dona da vivi o da morti? 
I critici affermano che la domanda: “vuoi donare gli organi dopo la morte?’ non sia affatto corretta. Questi asseriscono che si dona da vivi anche se in coma profondo, infatti per prelevare gli organi da questi “morti”, li anestetizzano… Da qui deriverebbe l’affermazione per cui per salvare un malato con un trapianto bisogna ucciderne un altro, che forse poteva svegliarsi… se avesse avuto più di 6 ore di tempo… o fino a 24 ore per i bambini molto piccoli.

6 ore 
6 ore di coma definito “irreversibile” da molti sono considerate un’attesa troppo breve. La legge precedente all’attuale prevedeva 12 ore e in quella ancora precedente 24. Tale modifica appare sconcertante a molti per l’assenza di giustificazioni adeguate. Va aggiunto che la dichiarazione di morte cerebrale è prevista anche quando il cuore è fermo da 20 minuti. La cosa potrebbe sembrare ovvia, ma riportiamo più avanti casi di persone con una “pausa” molto più lunga, che sono “risuscitati”.

Decidono i parenti
In definitiva, in caso di coma improvviso e più frequentemente per incidente, i parenti che non si oppongono alla “donazione” del congiunto, ne decidono la morte dopo 6 ore, mentre quanti si oppongono fermano i sanitari, che di fatto sono costretti ad aspettare…anche se per legge dovrebbero abbandonare il paziente alla morte….dopo 6 ore…ed alla fine, comunque familiari ed amici possono sempre sostituirsi alla “Sanità”, nel pagare le spese per dargli una possibilità di ritornare, in un tempo maggiore. I “parenti” previsti dalla legge 91/99 art. 3 sono nell’ordine: “il coniuge non separato, il convivente dichiarato tale all’anagrafe, o in mancanza, i figli maggiori di età, o in mancanza i genitori ovvero il rappresentante legale”. Per i figli minori lo stato di donatore ha valore solo se manifestato da entrambi i genitori.

Ci si “ritrova” donatori? 
Il non rispondere alle raccomandate delle ASL con la richiesta di dichiararsi donatori o meno, come previsto dalla legge, implica il “trovarsi” donatori. Ma la non-risposta, entro 90 giorni è con troppa facilità dovuta alla incertezza di chi non è informato, al prendere tempo per farlo, o alla sottovalutazione del problema, e infine alla dimenticanza. Secondo molti la vita è il massimo valore della vita, e come tale la sua scelta non può essere affidata a qualcosa di non realmente esplicito. Nell’attuale fase giuridica (Legge n.91/99 art. 23), le raccomandate non sono quasi mai arrivate e quindi siamo considerati tutti donatori, salvo opposizione dei parenti previsti dalla legge o presentazione, da parte di chiunque, di una dichiarazione autografa (firmata) in precedenza dal “morente”, di non voler essere donatore, ma questo sempre se si fa in tempo, cioè entro le 6 ore di osservazione del coma, periodo che ha lo scopo di determinare se legalmente si tratti di “morte cerebrale”. In assenza di queste possibili opposizioni, presentate comunque per iscritto, il morto cerebrale diventa morto sul serio. L’iscrizione a un’associazione di donatori è considerata una dichiarazione sufficiente di essere tale, anche perché risulta poi al Ministero della Salute, ma può essere invalidata da un’altra autografa (firmata), di senso contrario e di data successiva, presentata da chiunque ma in tempo, ai sanitari

Encefalo, questo sconosciuto 
Si conosce troppo poco dell’encefalo per definire lo stato di “coma irreversibile-morte cerebrale”, che viene identificato con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo (L. 578/93) anche alla luce dei numerosi “ritornati” sia da tale tipo di coma che addirittura dal “cuore fermo” per ore o più. Del resto non si è mai dimostrato che i “ritomati” siano sempre “menomati”, anzi la cronaca dei giornali ci parla a volte del contrario. L’encefalo è l’insieme degli organi principali del Sistema Nervoso Centrale interagenti tra loro, all’interno del capo, di cui fa parte il cervello. Parte dell’encefalo controlla il cuore e la respirazione.

In coma si sente tutto? 
Alla luce di quanto riportato dai “ritornati”, bisogna chiedersi quanto il comatoso “senta” di quello che gli accade attorno…compreso “il taglio” dei suoi organi e quindi la morte…..  D’altra parte, come non pensare che l’anestesia serva anche ad evitare il rischio che “il morto si svegli” per il dolore? Se accadesse, a metà espianto, come farebbero….?

Come vive un trapiantato? 
L’esistenza dei trapiantati non è comunque facile, perché essi assumono per tutta la vita, ogni giorno, farmaci che deprimono il sistema immunitario, per tentare di evitare il rigetto dell’organo. Ma così facendo s’indeboliscono, tanto da aumentare enormemente le probabilità di sviluppare un tumore o altre malattie gravi. Che qualcuno di questi viva da vent’anni, e che magari si organizzino delle gare internazionali di atletica fra trapiantati è una cosa interessante, ma la valutazione deve essere fatta su grandi numeri (che non vengono resi noti), e non su singoli casi.

Quanto vive un trapiantato? 
La sopravvivenza dei trapiantati non è certa. Basta considerare che solo nel 2005, per la prima volta, si è saputo che dopo un anno questa è stata del 75% nel 2004, da cui il dubbio che nel secondo anno di vita sia molto minore e fino al 2003 la loro sopravvivenza fosse modesta.

Organi e tessuti 
La normativa di riferimento è costituita anche da una serie di leggi precedenti alla L. 91/99 e di decreti attuativi successivi, che riportiamo più avanti. Gli organi trapiantabili sono: reni, cuore, polmoni, fegato, pancreas, intestino mentre sono esplicitamente vietati i prelievi di gonadi (testicoli e ovaie) ed encefalo. 1 tessuti sono: cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, cartilagini, tendini e cute. La medicina sta inoltre perfezionando i trapianti di cellule staminali e di arti.

La Verità ci renderà Liberi! Anche in questo!

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