WestNile: Tutta la verità, nient’altro che la verità!

I media con maggiore assiduità stanno trattando nell’ultimo periodo il problema del virus West Nile. Questo virus originario dell’Africa predilige un clima caldo-umido e proprio questa caratteristica climatica ha fatto in modo che il virus arrivasse anche in Veneto. Questo virus è presente in Veneto dal 2008, probabilmente portato da uccelli migratori dall’Africa. Il virus viene trasmesso principalmente dalla nostra zanzara comune notturna appartenente alla specie Culex pipiens che ha abitudini crepuscolari/notturne pungendo quindi dal tramonto all’alba. Le zanzare si infettano pungendo gli uccelli e a volte sono in grado di trasmettere il virus anche ad ospiti occasionali come il cavallo e l’uomo.

Nell’uomo il virus West Nile è molto spesso asintomatico (in oltre l‘80% dei casi) o si manifesta con sintomi lievi aspecifici; in casi rari (meno dell‘1%), soprattutto in persone anziane o con deficit immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico (encefalite o meningoencefalite).

A livello nazionale esistono delle misure di sorveglianza e di controllo, ma per esempio la Regione Veneto ha un proprio piano regionale consultabile sul sito della Regione Veneto che descrive le varie attività di monitoraggio e di contenimento delle zanzare.

Quello che vorremmo affrontare in questo breve articolo è il seguente:

  • quali prodotti larvicidi e adulticidi vengono usati nei giardini, parchi pubblici e nelle scuole e cosa contengono i classici repellenti antizanzara che spargiamo sul corpo dei nostri figli;
  • cosa possiamo fare per proteggerci dalle zanzare in modo naturale senza l’uso di sostanze di sintesi chimica.

Per esempio i larvicidi usati nei tombini sono disponibili in tutte le forme: in gocce, in polvere, in granuli e in pastiglie e vengono di norma preferiti quelli biologici e non di sintesi chimica a base di batteri sporigeni estremamente selettivi e quindi efficaci sulle larve delle zanzare. I prodotti biologici sono a base di Bacillus thuringensis var. israeliensis (B.t.i.) o di Bacillus sphaericus (B.s.),

Dal punto di vista tossicologico il Bacillus thuringiensis si è rivelato sicuro e non tossico per gli animali non target e per l’uomo, il suo rischio è stato classificato dall’EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) statunitense come minimo o non esistente, inoltre risulta a basso impatto ambientale in quanto questo insetticida viene rapidamente degradato dalla luce solare e dai normali microrganismi presenti nell’acqua e nel terreno.

Quando invece il focolaio è caratterizzato da una forte carica organica e di conseguenza il B.t.i. o il B.s.  possono risultare poco efficaci, vengono usati prodotti di sintesi, chiamati regolatori di crescita (IGR) costituiti da piriproxyfen, methoprene o diflubenzuron. Quest’ultimo tipo di larvicidi risulta essere efficace nella lotta alle larve di zanzara ma poco selettivo e di conseguenza dannoso per tutti gli altri animali che vivono nell’acqua trattata. Il piriproxyfen, osservando la scheda di sicurezza, viene classificato come tossico per gli animali acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico.

Mentre per quanto riguarda l’intervento sugli adulti delle zanzare, vengono utilizzati degli atomizzatori che sono in grado di disperdere nell’ambiente insetticidi di sintesi chimica producendo un particolato classificato a secondo del volume in basso, medio-basso e grossolano.  L’impiego di particolato più fine è inadatto e molto più pericoloso per via della “leggerezza” della nube di insetticida che si sposta in maniera incontrollabile alla minima brezza.

Questo tipo di trattamento ha una azione su tutti gli insetti presenti nel momento del trattamento e non sul focolaio generatore quindi va considerato come ultima strategia in quanto i risultati ottenuti possono essere inefficaci e non duraturi. Inoltre questo tipo di trattamento risulta essere aspecifico quindi pericoloso per l’entomofauna presente nel luogo del trattamento.

In caso di trattamento, per questioni di sicurezza, è opportuno che la cittadinanza venga avvisata per tempo dell’esecuzione dell’intervento adulticida, per poter prendere le necessarie precauzioni. Qualora gli interventi di disinfestazione vengano eseguiti in parchi pubblici e giardini è opportuno interdire l’ingresso al pubblico fino al giorno successivo.

I prodotti che vengono utilizzati sono prevalentemente dei piretroidi (tetrametrina, permetrina, cipermetrina, deltametrina…), molecole di derivazione chimica che imitano il meccanismo d’azione del piretro; pianta dalla quale si ottengono dai fiori le piretrine, sostanze ad azione insetticida.

Per esempio, l’agricoltura biologica consente l’uso del piretro come antiparassitario naturale ma non dei piretroidi proprio per la sua origine chimica e per la pericolosità verso l’ambiente e l’uomo.

I piretroidi sono attualmente presenti in molti insetticidi usati contro mosche, zanzare, formiche, vespe, calabroni ecc., e si trovano nelle bombolette spray, nelle polveri, negli zampironi ed essendo poco sensibili alla luce e al calore hanno una azione persistente nell’ambiente. Questi principi attivi li troviamo anche nella maggior parte dei più comuni fitofarmaci in commercio contro gli insetti dell’orto o negli antiparassitari che vengono usati per gli animali domestici. Per quanto riguarda la pericolosità è stato dimostrato che la pelle dei mammiferi assorbe una quantità minore di principio attivo e sono in grado di trasformare rapidamente, al contrario degli insetti, le sostanze rendendole non tossiche.

Questa caratteristica non ci permette però di stare tranquilli perchè è stato verificato che l’esposizione prolungata a queste molecole può recare neurotossicità in alcuni soggetti giovani causando danni cronici al sistema nervoso centrale.

Di seguito riportiamo una parte dell’elaborato prodotto dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) sugli effetti dei piretrodi nell’uomo…

La letteratura sui rischi che i piretroidi sollevano per la salute umana e animale (mammiferi) descrive una serie di reazioni acute derivanti da esposizione diretta o indiretta, tra cui le più note sono: dispnea, irritazione delle vie respiratorie, broncospasmo, nausea, tremore, vomito, sindrome di salivazione, aumento della temperatura interna e reazioni cutanee.

I piretroidi, inoltre, possono provocare parestesie locali e allergie dovute a inalazione o contatto diretto attraverso la pelle (Ujvary 2010; Koureas et al 2012). Gli effetti di lungo termine attualmente più noti, confermati da studi epidemiologici sull’uomo, inclusi alcuni studi di medicina occupazionale, e da indagini su animali, comprendono cancerogenesi, patologie neurocomportamentali, disturbi del neurosviluppo, sindromi riproduttive, danni immunologici, patologie legate al sistema endocrino (Shafer et al., 2005).

Un altro studio condotto dall’Università di Angers (Francia) riporta risultati legati alla neurotossicità del DEET (dietiltoluamide) sostanza contenuta da anni nei repellenti per zanzare.

Questa sostanza, usata da decenni, blocca l’azione di un enzima del sistema nervoso, hanno spiegato i ricercatori. Questo blocco potrebbe potenzialmente causare convulsioni. I ricercatori mettono quindi in guardia i più vulnerabili, bambini e donne incinte, dall’uso della sostanza.

Risalta il fatto che alla luce di questi dati non stiamo apportando delle misure adeguate per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, fattore preoccupante considerando che l’utilizzo dei piretroidi avviene nell’ambito di spazi pubblici (giardini, parchi, scuole, centri sportivi…); luoghi caratterizzati da presenza costante di bambini, ragazzi e donne in gravidanza.

Il consiglio è quello di cercare di esporci il meno possibile a queste sostanze, utilizzando prodotti naturali repellenti che non contengano questi principi attivi. Gli insetti avendo un olfatto molto sviluppato sono disturbati da odori molto forti; questa loro caratteristica ci permette di difenderci grazie alla natura utilizzando diversi oli essenziali (lavanda, eucalipto, geranio, citronella, basilico, tea tree, melissa…).

Altro aiuto viene sempre dal regno vegetale: possiamo piantare in giardino piante di citronella, calendula, agerato e nepeta cataria (erba gatta). Quest’ultima sembra essere dieci volte più efficace del tanto pericoloso piretroide DEET. Ledum palustre è un altro repellente naturale antizanzara, prodotto fitoterapico spray che contiene molecole naturali che rendono inappetibile la pelle.

Negli ultimi anni siamo esposti sempre di più a sostanze chimiche (pesticidi, insetticidi ed erbicidi) contenute nell’aria, nell’acqua, e nel cibo con il risultato che ci stiamo ammalando sempre di più. Possiamo fare molte scelte… scegliere prodotti il più possibile a km zero, biologici, di stagione, pratiche di allevamento/coltivazione sostenibili e rispettose dell’ambiente; in questo modo ci allontaneremo da quel mondo “chimico” che sta intossicando il nostro pianeta e tutti i suoi abitanti.

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