Occhio no vede…

La notizia mi è arrivata in un modo  che è impossibile non definire come straordinariamente fuori da ogni regola, convivenza civile inclusa, e così pure la modalità con cui la decisione è stata assunta, ma è ufficiale: il Consiglio Nazionale delle RicercheISTEC di Faenza vieta che io faccia ricerca. Insomma, basta con la mia curiosità, peraltro ripagata da risultati non proprio di secondaria importanza, su malattie come la leucemia mieloide acuta e la sclerosi laterale amiotrofica. Perché ? Ma è ovvio: perché ho fatto, pubblicandola pure, una ricerca sui vaccini. Ebbene, è vero: mi sono permessa di dire quello che risulta lampante all’osservazione di microscopia elettronica: i vaccini contengono delle impurezze fisiche anche se i controlli di qualità affermano di non avvedersene, se mai controlli siano effettuati per davvero. Ingenuamente mi domando: con questa mia “rivelazione” ho fatto tanto male alle case farmaceutiche? A me pareva il contrario e, forse illudendomi di vivere in un altro mondo, mi sarei aspettata un grazie e, magari, la più che ovvia richiesta da parte loro e degli organi di cosiddetto controllo di vedere come faccio ad individuare quei frammenti inorganici che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come cancerogeni certi. In fondo, sempre nella mia ingenuità, mi pareva che vendere un prodotto migliore fosse un vantaggio per tutti. E invece… Invece nei vaccini non si deve ficcare il naso e tanto basti.

Ma che cosa c’entrano i vaccini con la leucemia? E con la SLA? Niente, a meno che al CNR non abbiano scoperto qualcosa in proposito che, per qualche ragione, vogliono tenere segreto. E perché, leucemia o no, al CNR non tollerano che si analizzino i vaccini? Io non ho risposte ma, qualunque ragione stia a reggere la decisione, gli articoli 9 e 33 della nostra povera Costituzione vengono calpestati senza ritegno. Chi ne dubita, se li vada a leggere.

Per aggiungere nefandezza a nefandezza e come decisione collaterale inevitabile se nefandezza deve essere, il CNR mi vieta di lavorare su un microscopio elettronico a scansione che io avevo comprato utilizzando fondi europei che erano stati assegnati per un progetto di ricerca che io avevo ideato e condotto, avendo come partner università straniere di grande prestigio. Dei 400.000 Euro necessari, io ne avevo pagati personalmente 130.000, dato che la Comunità Europea copriva solo i due terzi del costo delle apparecchiature ed esigeva un autofinanziamento.

Ricapitolando: uno  strumento acquistato senza che il CNR sborsasse un centesimo, al CNR finito per una serie di circostanze per l’ente fortunate, viene alienato dall’uso di chi, di fatto, lo ha pagato. Non ho idea se in altri paesi al di fuori dell’Italia esistano nefandezze simili, perpetrate non solo ai danni di chi la ricerca la fa sul serio e infischiandosi perfino della Costituzione, ma a spese di chi sta male.

Per chi non lo sapesse, l’origine della leucemia è ancora tutt’altro che chiara e ogni tessera che si aggiunge al mosaico delle conoscenze può portare verso metodi di prevenzione, diagnosi precoci e terapie. La stessa cosa vale per la SLA.  E allora? E allora tutto questo perde ogni valore al cospetto degli interessi di chi macina miliardi con farmaci la cui efficacia è scritta più sulle riviste mantenute dalle case farmaceutiche di quanto non sia nella pelle dei malati. La situazione deve restare quella che è, perché così il mercato continua a fiorire e la fioritura non deve essere messa a rischio di gelate. E i vaccini? Beh, i vaccini sono il business del momento. Non un giro di denaro paragonabile a quello degli anticancro, ma un affare di gran lunga più redditizio per la differenza abissale che corre tra i costi di produzione di quei farmaci e i prezzi di vendita, tanto che da anni corrono i cosiddetti vaccine bond, fruttuosissimi strumenti d’investimento finanziario.

Insomma, come insegna il Gattopardo, si finge di lavorare per il bene comune, si finge di cambiare perché tutto resti com’è e, stando ai fatti, pare proprio che al CNR siano d’accordo che i malati si rimpinzino di farmaci e muoiano senza sapere il perché. Se sbaglio, mi correggerete. A fatti, però, perché di chiacchiere ne abbiamo tutti fin sopra i capelli.

Dunque, in una logica “moderna”, fatti alla mano, stop a qualunque ricerca che turbi la cornucopia, e questo anche a costo d’infrangere tutte le regole del cosiddetto contratto sociale e quelle etiche del Giuramento d’Ippocrate.

Ho già espresso il mio stupore, probabilmente ingenuo, per una situazione allucinante che il CNR ha semplicemente aggravato. Tanto per informazione a chi è arrivato fin qui a leggermi e solo a proposito della leucemia mieloide acuta perché con la SLA siamo più indietro, abbiamo scoperto che il sangue dei malati contiene polveri sottili e ultrasottili in concentrazioni alcuni ordini di grandezza superiori rispetto a chi malato non è. Conoscendo il dato, anche le ditte farmaceutiche potrebbero trarre beneficio rivolgendo la loro attenzione a ricerche centrate su questo. Ma, evidentemente, si preferisce non imboccare strade non solo impegnative ma che pongano dubbi su molto di quando fatto finora. E poi, davanti a crimini come l’analisi dei vaccini, il resto non conta più.

Giusto aggiunto tra parentesi, con quel microscopio in particolare io non avevo mai lavorato sui vaccini, ma questo a Faenza non lo sanno: che l’abbia fatto, che possa farlo, lo possono solo temere. Dunque, meglio starsene sicuri. Meglio poter dire con un inchino devoto “noi con quella roba non abbiamo niente a che fare.” Leucemia? SLA? Di quelle si può tranquillamente morire.

Complimenti, Italia!

di Antonietta Gatti

versione integrale dal link http://www.stefanomontanari.net/clamoroso/

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