FUORI DAL GREGGE

Oggi, martedì 21 Novembre 2017, in occasione della seduta pubblica della Corte Costituzionale chiamata a valutare l’incostituzionalità della L. 119/2017, pubblichiamo in anteprima, la premessa al libro “Fuori dal Gregge” che il gruppo informale VogliamoPossiamo sta ultimando nell’impaginazione e che vedrà a breve la sua pubblicazione e disponibilità in tutte le librerie. Il libro e la sua struttura si basa su 5 pilastri: L’impatto sociale della L. 119, il ruolo dei Mass Media nella sua imposizione, i risvolti Etici di applicabilità, le Evidenze Scientifiche in merito alla pratica Vaccinale e le Verità Matematiche legate al tanto discusso tema dell’Effetto Gregge che vorrebbe sostenere il dovere di tutela della salute nell’interesse della collettività. 

Buona Lettura! E per chi volesse approfondire leggendo l’intero libro, ancora un pò di pazienza, ci vediamo presto!

Questo libro ha lo scopo di non perdere contributi sotto forma di scritti, messaggi e riflessioni espresse da genitori con figli piccoli in età scolare dalla scuola materna alla scuola media, da nonni e insegnanti, in seguito all’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale. Nell’anno 2017 ha preso forma in Italia un fenomeno epocale: la vaccinazione di massa attuata con la legge 119 detta Decreto Lorenzin. Gli effetti di questo provvedimento legislativo non sono ancora noti, ma istituzioni importanti come l’Istituto Superiore di Sanità avanzano conclusioni attraverso dati che vorrebbero dimostrare come l’entrata in vigore del decreto abbia drasticamente ridotto la diffusione di una malattia come il morbillo. Nello stesso tempo c’è una trepida attesa di quel che dirà la Corte Costituzionale sulla presunta illegittimità sollevata dalla Regione Veneto che riguarda il diritto alla salute nella sua manifestazione di diritto soggettivo di libertà di scelta quando si tratta di proteggere la popolazione da una malattia infettiva. Da queste premesse si capisce come il fenomeno vaccinale sia denso di rilevanti questioni che investono diversi ambiti, da quello sanitario e dei suoi fondamenti scientifici, a quello sociale che va a toccare basilari diritti di libertà. Si è messo perciò mano a una farraginosa sequenza di articoli, messaggi intercorsi su mezzi di comunicazione di massa, discussioni importanti ma solo comunicate oralmente e destinate per questo a perdersi nel corso del tempo, cercando da una parte di non perdere questo variegato materiale legato all’idea di salute maturata negli anni della scuola, delle vicende familiari e delle informazioni transitate lungo i canali comunicativi più disparati; e dall’altra volendolo convogliare verso una struttura che potesse renderlo un vero e proprio libro. Un libro che parli di una distanza misurabile: tra un nobile e alto sentimento che trae linfa dalla conoscenza storica e scientifica riconosciuta come tale nella norma giuridica e sintetizzabile nel diritto alla salute, e una pratica che resta tuttora oscura nei suoi fondamenti scientifici, la pratica vaccinale. Quella conoscenza che ancora ci si ostina a considerare alta e nobile, sia perché è la conoscenza della scuola frequentata e sudata e maturata in lunghi percorsi approdati a lauree di diverso tipo e sia per la fondamentale esperienza tratta dall’aver svolto il ruolo di genitori in un contesto di una modernità travolgente, con grandi potenzialità tecnologiche ma anche con grandi fragilità emergenti da fenomeni sociali e ambientali fuori controllo da parte delle istituzioni. Una situazione che esse stesse sono costrette a subire costringendole a navigare a vista tra crisi finanziarie, eventi catastrofici al limite della sopravvivenza, spostamenti globali di persone e merci più o meno illegali e nuove malattie che affliggono il genere umano. Sentimenti che sono stati riconosciuti nella loro sostanza e dei quali ci si è chiesto il perché del loro apparire e che sono entrati con grande impeto nell’agire genitoriale ad esempio in modo critico nei confronti di un obbligo come quello vaccinale portato dalla legge 119 del 2017. L’argomento che transita su questa distanza tra il sapere e il fare, non breve, è di grande complessità perché investe campi diversi che si suddividono ulteriormente: la medicina e la biologia con le loro declinazioni nella virologia, immunologia e nell’epidemiologia; l’etica che a sua volta trova riscontro più puntuale nell’etica clinica; la sociologia se a questa area della conoscenza si vuole riconoscere l’insieme delle complicate relazioni che intercorrono tra norma giuridica, realtà sociale e istituzionale, tra antropologia culturale e psicologia di massa; e infine e non meno importante il contributo dato dalla statistica e dalla matematica, quando si introducono metodologie di ricerca che affondano le radici nella teoria della probabilità, dello studio funzionale a più variabili, dei meccanismi che reggono i processi di diffusione e di trasporto di microrganismi dando poi origine al fenomeno dell’effetto gregge. Senza avere la pretesa di indagare tale spessore argomentativo che necessariamente avrebbe bisogno di una esauriente e coerente teoria della complessità che ancora non esiste in questi parametri di completezza, si vuole tuttavia dare un segno dell’esistenza di questo groviglio, non percorso nella sua reale dimensione che peraltro non si presta a facili riduzionismi. Ma è quello che è successo con la vicenda della legge 119/2017. Ed è da qui che si vuole partire, per esplorare il diritto alla tutela della salute che ha preso una direzione molto diversa dalla pratica vaccinale che tale legge ha sancito. L’angolo tra i due lati della tutela e della pratica, se non ha raggiunto i centottanta gradi, poco ci manca. Non verrà proposta una interpretazione della legge, di nessun tipo né dottrinale né autentica né tantomeno giurisprudenziale. Si parlerà, come prologo, di questa legge caduta con una certa improvvisazione nel contesto sociale, come di una specie di grosso sasso buttato nello stagno di una società assopita da una rassegnata successione di generazioni perse, creando scompiglio senza opposizione e al cui lancio nessuna forza politica ha fatto resistenza, lasciando alla comunità un obbligo e un processo sotterraneo di radiazione di medici dall’ordine passato in sordina e un margine di discussione praticamente inesistente chiudendo il discorso con il tanto amato aforisma di lex dura lex sed lex.

copyright Vogliamopossiamo.blog – riproduzione vietata

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...