Mens Sana in Corpore Sano (parte 2)

<<È molto meno quello che gli scienziati sanno di quello che sanno fare>> Testa Giuseppe, biologo, resp. Lab. Epigenetica cellule staminali, IEO, MI, in TuttoScienze, LA STAMPA, p.44, a cura di Nicla Panciera, 20-09-2107.

<<Esiste un elevato grado di incertezza sugli effetti a lungo termine degli interventi così decisivi>> (come quelli legati all’editing del genoma e più in generale alle tecnologie di ricombinazione genica in cui è coinvolta la produzione di vaccini, ndr).  <<Non si tratta di censurare quanto di governare al meglio una complessità crescente>>. Queste osservazioni portano la discussione sui vaccini da un fronte scientifico e tecnologico dentro una dimensione etica e questo avviene in modo del tutto legittimo, non come un espediente per sfuggire alla questione fondamentale del beneficio che i vaccini possono dare e dei costi, in termini di reazioni avverse, che i vaccini possono comportare, ma come un passaggio di consegne, in cui l’aspetto scientifico permane nella sua intrinseca componente di eticità. C’è un forte legame fra scienza e etica: <<Una delle conseguenze dell’accelerazione delle scienze della vita riguarda anche la classica contrapposizione tra natura descrittiva della scienza, che impedisce di derivare un dover essere da un essere>> (intervento cit.) (come rendere obbligatorio un provvedimento vaccinale quale è quello contenuto nella legge 119/2017), e il carattere normativo della filosofia. << Oggi esiste una certa normatività intrinseca anche nel processo scientifico che richiede continue scelte di valori rilevanti dal punto di vista etico. Ci vuole una maggiore inclusione delle persone nel processo scientifico … le persone devono possedere gli strumenti per prendere parte ad un’impresa che ha delle ricadute quasi immediate sulla quotidianità>> (intervento cit.).

<<Il legislatore di molti Paesi, fra cui l’Italia, aveva imposto per legge la somministrazione delle vaccinazioni (se non ci si presentava, venivano i carabinieri a casa!). Oggi (eravamo allora nel 2009 ndr) la situazione nei Paesi avanzati è ben diversa: con la scuola dell’obbligo (quasi) tutti sanno leggere e scrivere, e comprendere perché le vaccinazioni sono importanti è alla portata di gran parte della popolazione. L’obbligo per legge sarebbe una misura anacronistica>> (2009) Rappuoli-Vozza, I vaccini dell’era globale, Zanichelli, BO, p. 175.

A distanza di pochi anni, non si può certo pensare che la scolarizzazione sia diminuita, semmai è aumentata: e allora come e a maggior ragione sostenere che l’obbligo per legge non sia una misura anacronistica? Come non includere le persone nel processo scientifico, un processo che porta la vaccinazione a un numero elevato di vaccini somministrati per un numero elevato di richiami?

Questa inclusione potrebbe cominciare dal saper rispondere ad es. alle seguenti tre questioni sollevate da uno scienziato come Offit Paul inventore insieme ad altri del vaccino del rotavirus, quando egli, contrapponendosi alla pseudoscienza, afferma che occorre rendersi conto di cosa funziona e cosa non funziona nel campo scientifico, non censurare, portare prove (Offit Paul, Paul A. Offit, pediatra americano specializzato in malattie infettive, vaccinologia, immunologia e virologia):

  1. Il rendersi conto di cosa non funziona nella scienza è la missione più stringente che caratterizza la ricerca e soprattutto l’applicazione scientifica, sottolineando la sottile ma importante differenza fra applicazione e pratica clinica che ne consegue quando dal laboratorio si passa al letto su cui giace il paziente, la clinica (Il termine clinico deriva dal verbo greco klino ed indica etimologicamente il rapportarsi all’uomo disteso, nel suo letto, a causa di una malattia, [(2003) Galvagni L., Percorsi di etica clinica, EDB, BO, p 34]. La parzialità di un approccio esclusivamente tecnologico-scientifico (p. 25 op. cit.), emerge anche nel caso della cura preventiva portata avanti con le vaccinazioni di massa. Qui, sapere cosa non ancora funziona, pur nei progressi della ricerca degli ultimi anni, diventa fondamentale e questa conoscenza va ricostruita anche da un punto di vista storico per poter effettuare i necessari confronti fra un prima e un dopo, setacciando tutto quel che ancora resta irrisolto. In un articolo apparso su Nature (L’originale di questo articolo è statopubblicato su Nature il 20 settembre 2017. Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati), si può capire che cosa significa addentrarsi nella ricerca scientifica,scoprendo quel che resta irrisolto e che ha a che fare con virus, batteri e prioni.

<<Secondo alcuni studi le cellule possono collegarsi tra loro grazie a tubuli, cioè strutture attraverso cui possono passare molecole e segnali. Questa ipotesi divide la comunità dei biologi, ma secondo i sostenitori può spiegare la rapida diffusione nell’organismo di virus come l’HIV o le malattie da prioni, e in futuro potrebbe essere utile per strategie terapeutiche. Yukiko Yamashita pensava di sapere tutto sul testicolo del moscerino della frutta. Ma quando effettuò una serie di esperimenti sull’organo cinque anni fa, rimase sconcertata. Il suo gruppo stava studiando come i moscerini della frutta mantengono la loro riserva di spermatozoi e aveva ingegnerizzato alcune cellule coinvolte nel processo per produrre specifici insiemi di proteine. Ma invece di essere presenti nelle cellule modificate, alcune proteine sembravano essere state teletrasportate in un gruppo di cellule diverso. Yamashita, biologa dello sviluppo dell’Università del Michigan ad Ann Arbor, e il ricercatore con cui lavorava, Mayu Inaba, definirono il fenomeno “traffico misterioso”. Erano convinti che fosse reale, ma non riuscivano a capire in che modo si verificasse. Così sospesero il progetto finché un giorno, più di un anno dopo, Inaba si presentò da Yamashita con immagini di piccoli tubuli che si estendevano da una cellula all’altra; delicate strutture sembravano poter essere responsabili del traffico. Yamashita era scettica, ma decise di tirare fuori alcune immagini dal proprio progetto di post dottorato di 12 anni prima. In effetti, si vedevano spuntare piccole protuberanze dirette verso le cellule bersaglio. “Finalmente mi si aprirono gli occhi”, dice Yamashita. Il gruppo pubblicò il lavoro nel 2015, sostenendo che i tubuli permettono alle cellule dei testicoli di comunicare con precisione, inviando messaggi ad alcune delle loro vicine e non ad altre. “Pensavamo che la proteina venisse trasferita – spiega Yamashita – ma non pensavamo che ci fosse un vero percorso”. I tubuli di Yamashita fanno parte di un insieme sempre più ampio di misteriose condutture tra cellule. I tubuli più lunghi, osservati nelle cellule di mammiferi, sembrano trasportare non solo segnali molecolari ma carichi molto più grandi, come particelle virali, prioni o addirittura mitocondri, le strutture che nelle cellule generano energia. Queste osservazioni suggeriscono l’esistenza di un imprevisto livello di connettività tra le cellule, dice Amin Rustom, neurobiologo dell’Università di Heidelberg, in Germania, che per primo individuò questi tubuli quand’era studente universitario, quasi vent’anni fa. Se l’idea fosse corretta, dice, “cambierebbe tutto nelle applicazioni mediche e in biologia, perché trasformerebbe il nostro modo di vedere i tessuti”. Ma Richard Cheney, biologo cellulare dell’Università della North Carolina a Chapel Hill, non è pronto a rivedere i libri di testo. Cheney ha seguito questo ambito di studi e a un certo punto ha collaborato con il tutor di PhD di Rustom. Non c’è dubbio che protrusioni lunghe e sottili stiano spuntando dappertutto, dice. Ma la domanda è: che cosa stanno facendo? Stanno inviando semplici messaggi quando le cellule si allungano e si toccano, o stanno aprendo una breccia per facilitare il “trasporto all’ingrosso”? “Forse scommetterei sulle segnalazioni per contatto, in cui non c’è bisogno di molte copie di una molecola, a differenza del caso in cui i tubuli si comportano come autostrade”, spiega. I tubuli sono difficili da studiare. Affermare semplicemente che esistono è abbastanza arduo, ma lo è di più sostenere che abbiano una funzione reale>>.

  1. Il non censurare ha una validità universale nel campo scientifico: anzi è proprio questo carattere di inclusione e la parallela e progressiva estensione nelle discipline prima affini e poi anche più generali fino al recupero di un intero percorso culturale che fa della scienza una grande conquista dell’umanità. Si manifesta il rischio del lascia fare a noi che ce ne intendiamo e ascoltami, ti dico poche cose, due consigli e il resto è quello che tu non puoi capire.
  2. Il portare prove di quanto viene affermato, oggi con l’inclusione dei saperi e della loro moltiplicazione, diventa un obbligo non solo di metodo, ma morale: la normatività intrinseca nel processo scientifico non può relegare il consenso informato nel limbo della retorica (Offit Paul cit.), perché non è retorico sviluppare la capacità di analisi (e apprendimento) di quello che non funziona, di governare una complessità crescente, di non censurare, tutte considerazioni che vengono, come abbiamo visto, dal mondo della scienza.

Ad es. nel campo delle cose che non funzionano, e per le quali si richiama il principio di precauzione o prudenza, v’è un insieme di situazioni e accadimenti che possono essere compresi nella categoria delle INTERAZIONI; almeno quattro tipi di interazione, le cui criticità emergono da diversi lavori e pubblicazioni scientifiche:

  1. Evoluzione del virus in situazioni di epidemia o pandemia se si vuol fare tale distinzione, come capacità del patogeno di trasformarsi in struttura per adattarsi alle mutate condizioni dell’ospite o epigenetiche; chiamiamo questo caso interazione forte o stretta. Shchelkunov SN. Orthopoxvirus Genes That Media Disease Virulence and Host Tropism. Adv Virol 2012;
  2. Co-evoluzione virus e simili microrganismi, un’interazione famigliare fra batteri (il noto batteriofago) ma anche altri virus o geni. Bosch AATM, Biesbroek G, Trzcinski T et al. Viral and Bacterial Interactions in the Upper Respiratory Tract. PLOS Pathogens 2013; 9(1). Orlova EV. How viruses infect bacteria? The EMBO Journal 2009; 28(7): 797-798;
  3. Interazione molecolare che si manifesta quando avvengono scambi, sostituzioni, delezioni ecc. non più su strutture portanti, ma nell’intorno di queste strutture, quel che oggi si chiama campo dell’epigenetica; in particolare quando si genera un tipo di co-evoluzione specifica del virus con l’ospite, un processo mutualmente dipendente. Sergo P. The Family Tree of Phobia: Epigenetics Explain How We Inherit Fear From Our Ancestors. Medical Daily 2, 2013; Adhya D, Basu A. Epigenetic modulation of host: new insights into immune evasion by viruses. J Biosci 2010; 35: 647-663;
  4. Interazione ambientale, che avviene in un contesto più ampio ma misconosciuto. Entrano qui in gioco forze ed energie che rimandano per il loro carattere fisico-chimico-matematico [(1992) Ageno M., La macchina batterica, Lombardo editore in Roma]; [(1993) Singer-Berg, Geni e genomi, Zanichelli, BO)] ad entità caratterizzate da grande incertezza epistemica. Molte cose qui avvengo e si sanno fare ma non si ha la più pallida idea di che cosa siano e perché, un campo in cui le grandezze sono infinitesime e dominate da leggi di una fisica ancora da scrivere. Restando nel campo delle scienze della vita si potrebbe citare il caso delle infezioni che sono in grado di cambiare l’espressione del gene. Kulkarni PS, Jadhow SS, Dhere RM. Horizontal transmission of live vaccines. Hum Vaccin Immunother 1, 2013; 9(1): 197.

La non censura dovrebbe riguardare una considerazione relativa al fatto che somministrare un farmaco in un corpo sano, sposta l’intervento medico dalla cura, pur preventiva, alla sperimentazione. Il portare prove di quanto affermato riguarda il limite dello studio della sequenza genica del virus e dell’applicazione che se ne fa con la reverse vaccinology (Rappuoli cit.), che non riesce a dominare la variabilità epigenetica indotta da variazioni ambientali strette e ampie con tutto il loro fardello di non conoscenze. Le nuove tecnologie hanno un impatto epigenetico il cui effetto non è del tutto conosciuto ed è quantomeno in itinere, tutto ancora nel mondo del laboratorio, e tale da far emergere rischi non prevedibili. “Genetically engineered or modified viruses (GMVs) are being increasingly used as live vaccine vectors and their applications may have environmental implications that must be taken into account in risk assessment and management processes. …In all cases there may be circumstances that enable GMVs to jump species barriers directly, or following recombination with naturally occurring viruses. All the different applications may, to varying extents, represent release or unintended escape of GMVs into the highly varying ecosystems.” Myhr AI, Traavik T. Genetically Engineered Virus-Vectored Vaccines – Environmental Risk Assessment and Management Challenges. In: Genetic Engineering – Basics, New Applications and Responsibilities. In Tech 2012.

Conclusioni

Il ricorso all’obbligatorietà riporta il tema delle vaccinazioni a un contesto di incremento della medicalizzazione nella società contemporanea (Il termine medicalizzazione … voleva indicare … l’estensione eccessiva o indebita della medicina all’interno della nostra società. L’ampliamento del campo d’azione e di intervento della medicina richiede però di capire che cosa è propriamente un problema medico, che cosa quindi possa e debba essere affrontato in maniera pertinente da essa e che cosa debba invece essere ricondotto ad altri ambiti, anche per evitare che questioni sociali, delle quali si dovrebbe occupare la politica a livello istituzionale, vengano ridotte al rango di problemi personali (Galvagni cit. pp. 21-21) e a un superato modello medico paternalistico, che inficia il principio del consenso informato e il ragionevole dubbio e la mente sana, in una materia e prassi così vitali: ogni esperimento (ed è tale quello del somministrare un farmaco in un corpo sano), richiede il consenso espresso volontario dell’individuo. Tutto questo proprio mentre la scienza fa passi da gigante, pur nel limite del fare e del sapere quello che si fa.

Many New Live Virus and Virus Vectored Vaccines Coming Soon. Pharmaceutical companies and scientists with federal agency funding are genetically modifying viruses to create many new live attenuated and virus vectored vaccines including vaccines for:  AIDS using recombinant canarypox virus and HIV virus; Ebola using modified vaccinia Ankara virus (MVA); cytomegalovirus; respiratory syncytial virus (RSV) and adenovirus; enterovirus; herpes simplex virus (HSV); West Nile virus; dengue virus; cholera and multiple types of influenza, such as parainfluenza and avian (bird) flu. Yao K, Wang Z. Reverse Genetics for Live Attenuated Virus Vaccine Development. Cancer Immunotherapy 2008.

Quanto e come un approccio culturale possa risultare utile in questo mondo della vaccinazione obbligatoria di massa che riveste aspetti di biomedicina, giuridici, legali ed etici lo si può verificare tenendo conto che fra eccessi di medicalizzazione da una parte e filosofi e strani medici che fanno esperimenti sulla pelle delle persone dall’altra (caso Stamina, siero di Bonifacio, Terapia del Di Bella), fanno della cultura uno degli strumenti importanti che dovrebbe essere diffuso nella comunità, per affrontare correttamente i problemi che emergono in questa società globale. Una società che vede una convergenza della noosfera come suo  epilogo non sottaciuto, ancora anni fa, in un testo; rivisto agli occhi del presente questo testo, sembra riscrivere il passato e offrire spunti di riflessione (e anche d’azione) per il futuro. Ancora un libro, cultura appunto: (1970) Disertori-Piazza, Trattato di psichiatria e socio-psichiatria, Liviana editrice in Padova, pp. 881-882: << L’ominazione non è perciò solamente avvento dell’uomo ma anche avvento dell’umanità attraverso gli uomini. L’umanità venne così a costituire una sfera planetaria, un nuovo rivestimento del globo, simile a un’aureola della biosfera: la noosfera … Il termine di noosfera indica il rivestimento di pensiero umano, cioè d’Intelligenza, concepita come capacità non solo di riflettere, ma anche di cogliere i valori del vero, del bene, del bello … e di capire con la forza della mente l’universo mediante la filosofia e la scienza>>.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...