Open School di Trebisonda

Mercoledì 12 settembre 2017, Alice e Bob vanno alla Open School di Trebisonda.

  • Cosa potrà accadere per la questione dell’essere o meno vaccinati?
  • La stessa scuola che orientamento assumerà?
  • Accoglierà i bambini non vaccinati come Bob che ha quattro anni e Alice che ne ha tre?
  • La Open School quali spazi di autonomia e indipendenza ha rispetto alla legge turca 119/2017 che introduce – Lex, dura Lex, sed Lex – l’obbligo di vaccinazione?

Partirà da quel giorno, il primo  giorno di felicità a scuola che rimarrà per sempre impresso, un percorso di recupero vaccinale che la stessa legge prevede?

A questo punto con quali strumenti culturali, giuridici, psichici e altri, i genitori potranno confrontarsi con il personale medico e sanitario delle ASL per far valere le ragioni che li hanno portati a non vaccinare i propri figli? Immaginando una serie di incontri ASL – genitori e supponendo che la scuola abbia demandato all’esito di tali incontri la soluzione a seguire di accoglimento, quali prospettive si possono mettere in scena con questi attori, la Scuola, ASL, genitori e bambini che nel frattempo vivranno e percepiranno le tensioni che queste relazioni dei grandi necessariamente comportano?

Poste queste domande, ripercorrendole a ritroso cercando una possibile risposta, vediamo cosa sia possibile fare sulla base delle ‘possibili risposte date’.

Cominciamo dall’immagine in una ASL dei genitori di Alice e Bob di fronte ad alcuni medici che hanno il compito di convincerli a vaccinare i figli. A quel punto tutta la cultura bene o male accumulata rispetto a come si configura un rischio reale da vaccino, sia da parte del medico sia da parte del genitore, finisce per avere un valore negoziale in cui le due parti potranno vantare le proprie posizioni. Ora, i genitori che hanno scelto di non vaccinare si suppone che siano informati e siano disponibili al consenso vaccinale solo se il loro stato di informazione, se non proprio coincidente con quello che viene fornito dal medico, almeno sia fondatamente convincente da parte di quest’ultimo.

Entrano in gioco ineluttabilmente le nozioni di:

  • Immunità di gregge;
  • Sicurezza ed efficacia dei vaccini preparati con la tecnologia attuale;
  • Casi di effetti indesiderati o di reazioni avverse;
  • Rimozione precauzionale di conservanti e adiuvanti e sostituzione con altri componenti;
  • Protezione nei primissimi anni di vita quando le malattie sono più pericolose, ancor prima dell’inizio della scuola materna;
  • Somministrazione in un’unica iniezione di più vaccini e gestione di quanto inoculato da parte del sistema immunitario;
  • Scomparsa e ricomparsa di malattie;
  • Istruzioni per identificare il patogeno e il modo di combatterlo contenute nel vaccino;
  • Paure fondate (limiti della ricerca che è ancora in corso) e infondate (progresso della ricerca) di fronte a novità conosciute e sconosciute;
  • Sperimentazioni fattibili e non fattibili in base a principi di precauzione e sicurezza in relazione alla tutela dei diritti umani e ricerca in biomedicina.

un saluto

Nonno Pier

NOTA: Si dà per scontato che siano noti i termini quali obbligo vaccinale, percorso di recupero vaccinale, negoziazione giuridica, tutti i rapporti attuali e futuri scuola – famiglia – ASL, il rapporto concorrente Regione Veneto-Stato, tutte le iniziative intercorse fino ad oggi 7 settembre 2017 da associazioni varie e tutte le posizioni degli influencer (ricercatori, medici, politici, ecc.).

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