Violato un Diritto Inviolabile

​Verona, 1 settembre 2017

Stamattina a Verona, si è verificato quello che è il frutto di una legge nata male e applicata ancor peggio. Alcuni genitori veronesi si sono visti negare l’accesso ad alcune strutture di nido comunali poiché non avevano consegnato la documentazione richiesta attestante lo stato vaccinale dei propri figli o la volontà a mezzo raccomandata di intraprendere il percorso vaccinale per chi non fosse in regola. La questione purtroppo è spinosa perché il comune di Verona ha deciso, senza alcuna delibera ma in modo autonomo di anticipare, per i servizi della prima infanzia, al 21 agosto 2017 il termine per consegnare la documentazione utile.

Questa data non è in alcun modo contemplata né nel testo di legge, né nella circolare operativa per Scuole e Servizi emessa dalla Regione Veneto stessa pochi giorni fa. Il Servizio di Istruzione del Comune ha più volte specificato a genitori dubbiosi che hanno richiesto delucidazioni che l’anticipo della scadenza è dovuto al poter iniziare con ordine e in modo regolamentato l’anno educativo, ma ha anche specificato che i genitori, non essendo questa una data espressa dalla legge, non erano obbligati a rispettarla ma potevano procedere alla consegna dei documenti entro il 10 settembre 2017, come da normativa nazionale.

Il fatto non è unicamente grave per quanto riguarda gli aspetti legali dell’accaduto, ma è esponenzialmente più grave perché i soggetti lesi sono fascia 0-3 anni regolarmente iscritti al nido di appartenenza e inoltre stamane all’entrata del nido NESSUNO aveva comunicato nulla o sbarrato le porte a queste mamme ma solo successivamente, nella tarda mattinata, avevano ricevuto telefonata dai rispettivi dirigenti del nido che “dovevano riprendersi il minore”.

In due casi i bambini sono stati tenuti separati dal resto della classe, siamo certi delle amorevoli cure e nessuno mette in dubbio che i bimbi abbiano ricevuto tutte le attenzioni necessarie, ma formalmente sono stati ghettizzati in un luogo dove la socializzazione, anche attraverso il gioco con i coetanei, è la parte fondante e impredicibile. In un caso, fatto che ci ha lasciato oggettivamente stomacati, la mamma si è sentita sollecitare il “ritiro” del minore in tempi brevi poiché NON AVREBBERO POTUTO DARE DA MANGIARE AL FIGLIO!!! Nel medesimo momento in cui scriviamo stiamo ricevendo segnalazioni dirette di situazioni simili in quasi tutto il territorio di appartenenza del Comune di Verona.

L’assessore all’istruzione del comune di Verona, Senatore Bertacco, accogliendo un rappresentate Corvelva aveva dato, pochi giorni or sono, un grande segnale di apertura ed interesse al dialogo sull’argomento e manifestato il desiderio di trovare con le famiglie una via di non belligeranza.

Purtroppo ora siamo qui a denunciare quanto di scandaloso è accaduto stamane. Si è verificato il peggiore degli scenari: famiglie non solo abbandonate dal Servizio pubblico ma escluse ed emarginate appellandosi al bene superiore del bambino stesso.

Confidiamo che questo fatto increscioso resti isolato e funga da monito per la Regione stessa nell’intraprendere quel varco di dialogo e soluzione del problema auspicato dal presidente Zaia proprio ieri in un’intervista.

Come Associazione Corvelva, disgustati dall’accaduto, ci siamo già attivati con i nostri legali per valutare azioni legali

Distinti Saluti

Corvelva e oltre 35.000 genitori veneti

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